THE mette in riga le migliori: la classifica delle università europee

Times Higher Education è un magazine con base a Londra che si occupa di valutare e analizzare il mercato dell’educazione. In termini di qualità e offerta didattica, ovviamente. E ogni anno le più importanti istituzioni d’Europa aspettano il suo ranking. Arrivato puntuale anche nel 2014, la sua classifica delle dieci migliori università europee esalta soprattutto l’istruzione British. In realtà quella di THE (abbreviazione per Times Higher Education) è una classifica delle migliori università del mondo. Una classifica dominata dalle universities made in Usa. Ma in top 50 sono anche presenti ben undici università stabilmente collocate nel vecchio continente. E, partendo dai dati di THE, la classifica delle migliori università europee sarebbe questa: 1. University of Oxford 2. University of Cambridge 3. Imperial College London 4. Swiss Federal Institute Of Technology 5. University College London 6. Ludwig Maximilians-Universität München 7. École Polytechnique Fédérale de Lausanne 8. London School of Economics and Political Science 9. University of Edinburgh 10. Kings College London Su quali basi THE stila la sua tanto attesa classifica? I parametri presi in considerazione sono diversi, tredici per la precisione. E posso essere raggruppati in cinque grandi aree: – l’ambiente in cui si svolge l’insegnamento; – il livello della ricerca scientifica effettuata nell’università; – quanto siano influenti in ambito internazionale le ricerche effettuate dall’università; – l’importanza data all’innovazione; – la dimensione internazionale (intesa come staff, studenti e ricercatori). Tutti indicatori della qualità non soltanto dell’istituto ma anche dell’istruzione erogata. Salta subito all’occhio come i primi tre posti della classifica europea siano graniticamente occupati da università British. Per quanto riguarda il Belpaese? Secondo Times Higher Education l’unico istituto a mantenere (parzialmente) alto l’onore dell’Italia è la Scuola normale superiore di Pisa. Peccato solo che la Normale, per THE, non meriti più del posto 63 nella classifica mondiale. Per il resto l’istruzione universitaria italiana è completamente assente dalla classifica delle migliori università europee. E non ci fa una bella figura.

Tra digital e aiuto umanitario: viaggio nelle professioni del futuro

Attenti a farsi scappare una risata o a prendere la cosa sottogamba. Il futuro è imprevedibile ma anche dietro l’angolo. E quello che oggi sembra un mestiere improponibile o bizzarro un domani potrebbe rivelarsi una autentica miniera d’oro. Le professioni del futuro coniugheranno scienza, tecnologia, fashion, filosofia. Un architetto in TV. Si chiama broadband architect. E con l’architettura ha ben poco a che fare. A meno che non si parli di architettura Web. Infatti i palinsesti televisivi si stanno sempre più spostando nel mondo digital, e il broadband architect cura non soltanto le innovazioni tecnologiche ma anche i contenuti. Quando la scenografia è tutto. Per una produzione cinematografica o televisiva, il set è indubbiamente importante. E anche in questo caso le tentazioni del digitale si fanno sentire. Come dimostra la figura professionale del virtual set designer, che si occupa per l’appunto della creazione di set digitali. Una casa a regola d’arte. Fiumi di manuali e trattati attestano l’importanza di vivere in un ambiente in sintonia con sé stessi. Senza dimenticare che ci sono anche le esigenze dei più stilosi, di coloro che non rinunceranno mai a un tocco glam. Ecco allora che spunta fuori il fashion Feng Shui. Un consulente di moda che applica i dettami del Feng Shui non soltanto alla casa ma anche all’abbigliamento. Sarà come portarsi in giro un po’ di armonia e serenità. Un aiuto prezioso. Tsunami, terremoti, uragani e altre calamità sono (purtroppo) degli eventi tutt’altro che occasionali. In seguito ai quali c’è bisogno di aiutare e ricostruire. È in queste circostanze che interviene il pararescuer. Un professionista specializzato e preparato nell’affrontare e portare aiuto in caso di calamità naturali o conflitti. Un mestiere che coniuga la voglia di avventura con la sensibilità dell’impegno civile. Non chiamatelo portiere. Attenzione a non sottovalutare questa professione che nel futuro potrebbe sorprendere. A quanti sarà capitato di andare in albergo e di chiamare il portiere perché risolvesse i problemi con Internet? Portiere che, di solito, non sapeva che pesci pigliare. Ma niente paura, adesso c’è il compcierge: mago di computer e Internet pronto a risolvere qualsiasi problema tecnologico degli ospiti dell’albergo. Tra yoga e spiritualità. Le discipline spirituali e filosofiche che mirano a rappacificare mente e corpo non si contano nemmeno. Così come non si contano i corsi che prometto di far raggiungere un perfetto equilibrio psicofisico. Qui è possibile trovare il soul coach, colui che guida attraverso corsi, tecniche e discipline. Un cane per amico. Anche gli amici a quattro zampe hanno dei disturbi che non possono essere ricondotti a problemi fisici ma psicologici. Per rabbia, depressione e aggressività le cure del veterinario posso fare ben poco. Chi invece può fare molto è lo psicologo canino, capace di curate lo stato d’animo del proprio cane. Un’aspettativa da curare. L’aspettativa di vita aumenta costantemente. E tra qualche anno il numero degli ultrasessantenni sarà anche più significativo di adesso. Normale quindi che ci sia bisogno di figure professionali specifiche per rispondere ai nuovi bisogni di salute di una popolazione sempre più “vecchia”. Questa figura professionale è il consulente gerontologo: un po’ medico un po’ psicologo, aiuta a gestire meglio il periodo dei capelli bianchi. Cellule a portata di mouse. Che l’informatica sia ormai dovunque è un dato di fatto. Meno immediato è associarla all’ambito biologico. Eppure la figura del bioinformatico sarà sempre più cruciale, specialmente nell’ambito della ricerca: si occupa di dare una soluzione ai problemi di carattere biologico-molecolare però mediante l’ausilio di strumenti informatici. Vecchi computer alla riscossa. Tra le professioni del futuro c’è anche la possibilità di vedere quella del riciclatore tecnologico. Colui che si occupa di riciclare vecchi computer e macchinari tecnologici di grandi dimensioni. L’ambiente ringrazierà di sicuro.

Cavitazione Estetica

Parlando di inestetismo femminile quello più comune è la cellulite, che oggi colpisce oltre il novanta per cento delle donne. Prende di mira tutte le donne e lo fa indistintamente: alte, basse, magre e in carne, top-model e casalinghe. Per cellulite si intende il deposito di grasso che si mostra esteriormente con le odiate fossette, simili alla buccia d’arancia. Essa si forma a causa dell’alterazione di quello strato sottocutaneo e particolarmente ricco di cellule, chiamato pannicolo. Se si verifica una cattiva circolazione sanguigna, i liquidi ristagnano fino ad ingrossarsi ed infiammarsi, producendo così gli accumuli di cellulite. È un problema tutto femminile, in quanto, nella donna, il grasso è organizzato in sezioni, divise da fibre di collagene. Senza preavviso, si forma nelle cosce, nelle caviglie, nelle natiche, sui fianchi, sullo stomaco e nelle braccia. Alla formazione della cellulite contribuiscono diversi e spesso inattesi fattori, non succede mai per una semplice ragione, ma per vari problemi spesso collegati fra loro. Il motivo principale è quello ereditario, al quale va aggiunta una scarsa somministrazione di liquidi ed acqua in particolare, uno stile di vita piuttosto sedentario, problemi nella digestione, cattive abitudini alimentari, senza trascurare lo stress e l’eccessiva tensione accumulata quotidianamente. Oggi, i rimedi consigliati per sconfiggere la cellulite sono davvero svariati, alcuni invasivi ed altri più leggeri, sia nel lungo termine, sia nel breve termine. Ultimamente, il metodo proposto con maggior successo è la cavitazione ultrasonica. È un trattamento non invasivo, che funziona sfruttando ultrasuoni a bassa frequenza, perciò non udibili dall’orecchio umano. Gli ultrasuoni, producono il movimento degli interstizi adiposi che contengono liquidi. Le cellule, grazie all’effetto cavitazionale, si scontrano tra loro, implodendo e rompendosi. Alla fine, i composti di cellulite vengono drenati per massaggio oppure naturalmente. La cavitazione estetica ha ultimamente preso piede con forza anche in Italia ed i centri estetici che la suggeriscono come il miglior rimedio possibile contro la cellulite, crescono sempre di più. I risultati ottimali si verificano dopo una dozzina di sedute. Il trattamento avviene passando una semplice e piccola apparecchiatura indolore, nei punti in cui ristagna la cellulite, producendo onde ultrasoniche; la paziente non avverte alcunché e la seduta si protrae per un quarto d’ora circa, tempo già sufficiente a ridurre gli strati. I primi importanti risultati si possono apprezzare già dopo quattro sedute. Alla fine, l’operatore, effettua dei massaggi per facilitare il drenaggio dei liquidi creati dalla rottura delle cellule lipidiche (vedi lipocavitazione). Ai trattamenti di lipocavitazione, ricorrono, in genere, ragazze e donne desiderose di modellare o snellire i propri glutei, i fianchi e le cosce. Solitamente non si verifica una perdita di peso, ma le sedute aiutano a realizzare un apprezzato contorno della zona appena trattata. Pertanto, la maggior parte dei centri estetici, sconsigliano questa pratica a tutte le donne obese, per le quali è maggiormente indicato uno stile di vita più consono e sano, comprensivo di una corretta alimentazione e supportato da un quotidiano esercizio fisico. Non perdere l’occasione offerta da Studio Foro Buonaparte per la cavitazione e la lipocavitazione.

Yogurt di Kefir

Preparare del buon yogurt in casa non è affatto cosa difficile!! Basta avere i grani di kefir ed il gioco è fatto!! Un po’ di latte, qualche ora di fermentazione ed il vostro cremoso e saporito yogurt di kefir è pronto per essere consumato!! Vediamo come prepararlo!! Yogurt di kefir Ingredienti Difficoltà facile Tempo di preparazione 5 minuti + 24-36 ore di fermentazione Preparazione Mettete i grani di kefir in un contenitore di vetro e versatevi sopra il latte. Potete utilizzare il latte che preferite: latte di mucca, di capra, fresco o a lunga conservazione, intero o parzialmente scremato; se lo preferite, potete utilizzare anche del latte vegetale come quello di soia. ( Io uso del latte di mucca intero a lunga conservazione ). Chiudete il contenitore poggiandovi sopra un foglio di carta da cucina che fisserete legandolo al bordo con un elastico o un pezzo di spago. Lasciate il grani di kefir in immersione nel latte per minino 24 ore fino ad un massimo di 48 mescolandoli una o due volte durante la fermentazione per permettere a tutto il latte presente di venire a contatto con i grani. Io solitamente li lascio fermentare per 36 ore circa. Trascorso il tempo di fermentazione filtrate i grani facendoli passare attraverso un colino in nailon o plastica ( è preferibile non usare mai oggetti in acciaio quando si tratta il kefir ). Schiacciate leggermente i grani di kefir per permettere la fuoriuscita della parte cremosa che darà corpo al vostro yogurt: se vi limitate a filtrarlo senza schiacciare i grani passerà soltanto la parte più liquida. Siate comunque molto delicati in questa operazione: se schiaccerete i grani di kefir con troppa forza rischierete di rovinarli irrimediabilmente!! Ecco: avete ottenuto il vostro yogurt di kefir!! Potete consumarlo subito o conservarlo in frigorifero fino ad  una settimana!! E come sempre, non mi resta che augurarvi BUON APPETITO!!!! . Alcuni consigli – Il sapore del vostro yogurt di kefir dipenderà da alcuni fattori, quindi sarete voi stessi che con il tempo e l’esperienza riuscirete a trovare la ricetta più adatta a voi!! Ecco alcune regoline di base che vi aiuteranno a produrre lo yogurt perfetto per voi!! – Le quantità di latte che ho indicato nella ricetta sono abbastanza indicative: io solitamente vado ad occhio: non succederà assolutamente nulla se metterete più o meno latte: l’importante è controllare il vostro kefir durante la fermentazione. Se c’è meno latte potrebbe essere pronto con qualche ora di anticipo se ce ne è di più, con qualche ora di ritardo. Sappiate che quando vedrete comparire del liquido giallognolo ( IL SIERO ) sul fondo del vostro contenitore, allora lo yogurt è pronto per essere filtrato. – Il siero è la componente che conferisce maggiore acidità allo yogurt e lo rende più liquido: se preferite uno yogurt più denso e dal sapore meno acidulo potete eliminare parte di questo siero rifiltrando nuovamente lo yogurt ottenuto attraverso una panno di lino pulito: noterete che una parte del composto, la più liquida, passerà subito attraverso il panno, mentre tutto il resto resterà all’intero dello stesso. La parte rimasta all’interno del panno è il vostro Yogurt denso!!! Devo confessarvi che io non elimino mai il siero perché è prorpio la parte che contiene i fermenti e “le cose buone e salutari” del Kefir. – Un secondo modo di addensare lo yogurt è quello di lasciarlo in frigorifero uno o due giorni dopo averlo filtrato: in questo modo si addenserà, ma tenete presente che il processo di fermentazione, anche se molto rallentato, andrà avanti, quindi lo yogurt acquisterà via via un sapore più acidulo e leggermente frizzantino. – Man mano che produrrete il vostro yogurt, i grani aumenteranno di volume perciò sarà necessario buttarne via una parte di tanto in tanto, oppure potrete regalarli a qualche vostro amico!! Ok. Ora abbiamo capito come autoprodurre il nostro Yogurt!! Non vi resta che porvare, assaggiare e trovare il VOSTRO yogurt!!